E dibattito c’è stato! Dopo i saluti di Luciano Caveri, presidente della regione Val d’Aosta, le relazioni “ufficiali” di Guido Magnone, Alessandro Gogna e Ivan Guerrini, hanno stimolato i numerosissimi interventi dei soci. Si è dato così voce a una serrata e a volte accesa discussione, che si è ampliata coinvolgendo problematiche, apparentemente “lontane”, ma delicate e cruciali nel concreto, quali, ad esempio, la possibilità di limitare il rischio in montagna e il conseguente “prezzo” da pagare; il rapporto tra alpinismo e arrampicata in falesia, se questa può o non può considerarsi iniziazione al primo; le connessioni, da moltissimi ritenute essenziali, tra cultura e la pratica dell’andar per monti.

Non è compito di chi scrive tentare ora un rendiconto “ragionato” di questi contributi, che rimandiamo all’uscita degli “Atti”, augurandoci di leggerli quanto prima.

Vorrei concludere, e chiedo venia, con una parentesi del tutto personale. Ascoltavo con grande attenzione gli oratori che si alternavano al microfono a sostenere vigorosamente le loro convinzioni: vuoi sul numero di chiodi da usare in rapporto a un certo grado di difficoltà, o sulla liceità, e in quali condizioni, dei tanto discussi spit; vuoi sulla legittimità del “restauro”, ed eventualmente in quali forme, delle vie storiche di roccia… E, però, anche con un minimo di ansia, forse che le controversie che ci appassionavano non erano che lotta tra mulini a vento? Ma no! È che oggi si tende a giudicare tale ogni iniziativa culturale che sia un po’ più alta del piano terra-terra dell’immediato interesse personale, più o meno quotidiano. All’improvviso mi è parso meraviglioso vedere tanti, davvero molti (più di 100), disponibili a sognare le sfide dell’alpinismo. Che belle persone! Come sono contento di avere trascorso una giornata con loro!

 

 

   
© Vin Cen