Angelo Dibona (Mostra)
(App. Me. 2006, p. 216)
«Dibona è il migliore arrampicatore del mondo». Questo perentorio giudizio, espresso da Guido Mayer, che alla propria firma aggiunge Gruppo Arrampicatori Kaminfeger, apre il bellissimo libro la cui presentazione affianca e integra l’interessante mostra di documenti e cimeli allestita presso la Casa delle Regole di Cortina. Questi due eventi, con cui Cortina ha voluto ricordare il cinquantesimo anniversario della più celebre guida che ha avuto, sono stati possibili grazie al generoso e competente impegno di Carlo Gandini che, per l’occasione, ha messo mano al suo sterminato archivio, frutto del paziente lavoro di una vita, come egli stesso narra nella brevissima postfazione al libro, fornendo gran parte del materiale fotografico che, montato su eleganti pannelli illustrativi, costituisce il nucleo della mostra.
Alla frase di Mayer seguono una nota dell’Union de i Ladis de Anpezo, che con generosità ha sostenuto questa pubblicazione, realizzata con eleganza editoriale, e una di Giovanni Cenacchi, in cui si sottolinea, tra l’altro, la modernità dell’arte arrampicatoria del Nostro.
L’autobiografia, probabilmente dettata nel 1930 a Federico Terschak, nella quale Dibona elenca le più importanti scalate che ha compiuto fin a quella data, si conclude con una interessante osservazione sulle nuove vie d’arrampicata: «Cosa penso delle nuove vie di arrampicata? Penso che, diciamo dalla fine della guerra, il limite delle possibilità si è spostato di poco, perché quello che si arrampicava in libera nel 1914 anche oggi (1930) non è superato. Mezzi artificiali, chiodi, pendoli, vengono troppo usati oggi, si rischia troppo e si fida troppo nella fortuna… Un vero arrampicatore deve sapere dove finisce il godimento di una salita e dove comincia un insano eccitamento nervoso».
La parte centrale del volume ricostruisce la vita alpinistica del Dibona a partire dal 1903 fino al 1950. Qui Gandini ha svolto un lavoro davvero esemplare: alle moltissime fotografie d’epoca che ritraggono Dibona e i suoi più famosi clienti ha aggiunto, quasi per ogni scalata, la foto della montagna con l’indicazione del tracciato della via e, in diversi casi, questo è anche indicato in disegni eseguiti da clienti di Dibona (alcuni sono firmati da Guido Mayer, altri da Federico Terschak e da Albert Reich), infine sono state riprodotte svariate pagine dei libretti di guida con contributi dei più noti clienti. Tutto questo vasto apparato documentario è stato graficamente ben disposto e sapientemente descritto dal Gandini.
Il volume raccoglie anche testimonianze e adesioni a firma di Anna Escher, Riccardo Cassin, Lino Lacedelli, Bibi Ghedina, Mauro Bernardi, Bepi Degregorio, Italo Zandonella Callegher, Alberto Papuzzi, Pietro Crivellaro e Mauro Corona. Quest’ultimo, alpinista di notevole esperienza e certo non facilmente impressionabile, racconta la sua scalata al Campanile Dibona, nel gruppo del Cristallo, lungo la via aperta in solitaria da Dibona nel 1908. Le difficoltà che ha incontrato sono state notevolissime, tali da richiedere addirittura l’aggiunta di un chiodo e, onestamente, riconosce: «la lezione di quel giorno non mi ha fatto smettere di arrampicare perché mi piace troppo. Ma di sicuro il vecchio Angelo ha ridimensionato parecchio la mia presunzione».
L’elenco delle prime diboniane (ben 70), un utile dizionario con sintetiche informazioni sulle montagne, sui rifugi e sui personaggi citati, chiudono quest’importante pubblicazione che deve essere considerata la prima monografia storiograficamente valida su Angelo Dibona.
Carlo Gandini, Angelo Dibona, Alpinista e Guida. Con scritti di Giovanni Cenacchi, Federico Terschak, Anna Escher, Riccardo Cassin, Lino Lardelli, Luigi Ghedina, Bepi Degregorio, Mauro Bernardi , Italo Zandonella Callegher, Alberto Papuzzi, Pietro Rivellaro, Mauro Corona, Luis Trenker.
pp. 180, con molte ill. n.t.
Edizioni Union de i Ladis de Anpezo, Cortina 2006, cartonato 5 20.
Il volume può essere richiesto direttamente all’Union de i Ladis (Piazzetta S. Francesco, 1 – 32043 Cortina – Tel. 0436.868615) aggiunggendo al prezzo di copertina le spese postali.