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(App. Me., 2007, p. 15, con Luigi Ferranti)

Negli ultimi mesi un acceso dibattito ha coinvolto il CAI, il Touring Club Italiano e il mondo alpinistico1, inclusi membri della redazione de L’Appennino Meridionale, sul tema se e come proseguire la collana Guida dei Monti d’Italia, costituita da quei libricini telati tanto preziosi e cari agli alpinisti che fanno bella mostra negli scaffali dei rifugi e delle librerie sezionali.

Ricordiamo che la storica collana, iniziata quasi un secolo fa, ha di fatto completato il suo progetto editoriale iniziale e sono solo tre i volumi mancanti all’appello, tra i quali quello dedicato proprio all’Appennino Meridionale.

La prosecuzione di queste pubblicazioni richiede la risposta a un duplice interrogativo: 1) come garantire la continuità della presenza in libreria dei volumi della collana; 2) come sostituire e aggiornare i volumi ormai esauriti.

Non c’è dubbio che la collana si sia dimostrata sul campo lo strumento di gran lunga più valido per chi vuole conoscere non solo gli itinerari ma anche la toponomastica, le informazioni su flora, fauna, geologia dei nostri monti e, d’altra parte, non si deve assolutamente sottovalutare l’alta qualità letteraria di alcuni volumi dovuti ad alpinisti e studiosi di montagna del calibro di Berti, Castiglioni, Tanesini, Chabod, Saglio, Buscaini, De Amicis, Ongari, Bonacossa, che rientrano a pieno diritto oltre che nella storia dell’alpinismo, in quella della letteratura del nostro paese. Nel sostenere questo punto di vista siamo confortati dalla posizione di Luciano Santin: «chi scrive crede che le guide come il “Berti” […] appartengano alla categoria delle iniziative che vanno privilegiate a ogni costo nell’ambito delle priorità decisionali […] in quanto segnavia morali prima che contenitori di informazione»2.

Detto questo vanno tenute nel debito conto tutte le obiettive difficoltà di progettare la prosecuzione della pubblicazione di questa collana e, tuttavia, non crediamo sia neanche lontanamente pensabile porne in discussione la continuità. Pertanto oltre a dare per scontato il completamento del progetto iniziale (e su questo nessuno sembra avanzare riserve), suggeriamo vivamente la ristampa, con i relativi aggiornamenti, di volumi ormai esauriti e, laddove questi aggiornamenti fossero da procrastinare o addirittura irrealizzabili per gli elevati costi della ricomposizione ex novo, auspichiamo la ristampa anastatica dei volumi esauriti, il che comporta un molto più limitato impegno finanziario.

A chi, come noi, pretende di avere una visione dell’alpinismo non riconducibile a una più o meno ordinaria attività sportiva e, tanto meno, a una pratica ricreativa per periodi di svago ma lo vede intimamente collegato a un’istanza culturale, la pubblicazione di alcuni classici della collana Monti appare indispensabile. Anzi, riteniamo che ci si debba spingere ancora più avanti su questa linea e sarebbe molto opportuno in quest’ottica ripubblicare alcune opere storiche, per esempio quella di Prati sulle Dolomiti di Brenta, edita nel 1926 dalla SAT, i cui pregi anche letterari si evidenziano nell’attenzione dedicata alla toponomastica, nelle citazioni talora poetiche, per non parlare del ricorso a una raffinata grafica degli schizzi illustrativi delle pareti e delle vie. Tradizione, quest’ultima, che fortunatamente si è perpetuata anche in anni più recenti, per la mano abile di altri autori tra i quali ci piace ricordare quella di Gino Buscaini.

Si frappone naturalmente lo scoglio non secondario delle risorse economiche che un punto di vista come il nostro purtroppo esige. Certamente riteniamo che le istituzioni statali, regionali, ecc. dovrebbero in questo caso non far mancare il loro contributo fondamentale, testata d’angolo come in tutti i progetti culturali di lungo respiro.

Ci sembra perciò ben formulato l’appello lanciato da alpinisti, autori e redattori della guida e noi ci sentiamo, come abbiamo già fatto nei dovuti luoghi, di sottoscriverlo appieno, sia a nome della Redazione sia della Sezione: «che senso ha […] mentre tutti si riempiono la bocca di cultura della montagna, porre fine a uno dei più seri e autorevoli repertori di descrizione sistematica del nostro territorio?»3.

 

 

1 Vedi: “Il Sole 24 Ore”, 25 Marzo 2007: Pietro Crivellaro, È grigia per i monti; “Trentino”, 17 aprile 2007: Guida ai Monti d’Italia, che triste addio; ibidem, 27 aprile 2007: TCI, Guido Venturini, Una guida da aiutare; “Messaggero Veneto”, 10 aprile 2007: Andrea Zannini, Appello a Salsa: la storica serie non va interrotta; ibidem, 15 maggio 2007: Mitiche Bibbie grigie: il CAI dà garanzie.

2 “Messaggero Veneto”, 15 maggio 2007.

3 A. Zannini, op. cit.

 

 

Francesco del Franco – Luigi Ferranti