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- Pubblicato: 09 Maggio 2013
(App. Me. 2009, p. 109)
Una delle più affascinanti scalate che si può fare a Capri è la traversata dell’Arco Naturale (cfr. Francesco del Franco, Alpinismo classico nell’isola di Capri, La Conchiglia, Capri 2002, pag. 47 segg.).
La poderosa struttura dell’Arco, che s’innalza per ben 40 metri, la struggente bellezza del panorama offerto dalla Cala di Matermania, la non facile e, in effetti, interessante via d’accesso alla sommità dell’Arco, evidentemente apprezzata dalla coppia Hans Steger e Paul Weisinger che l’aprirono agli inizi degli anni trenta, la lunga e spettacolare calata in doppia dal centro dell’arco nel vuoto più assoluto, sono ancora oggi tutti fattori di suggestione irresistibili per l’alpinista classico e non! Fino a qualche anno fa la traversata si completava percorrendo la via aperta da Capuis (1924) che dalla base dell’Arco, al termine della calata, attraverso una piccola grotta, attaccava la cresta S raggiungendo di nuovo la sommità. Purtroppo, con il passare del tempo, il lento ma devastante lavorio della vegetazione ha deteriorato gravemente la roccia, rendendo pericoloso questo percorso: allora, che fare? Rinunciare del tutto a questa scalata così suggestiva o dopo la calata dall’Arco risalire per un pendio terroso divenuto ormai una repulsiva discarica di rifiuti? Il problema è stato brillantemente risolto da Luigi Vuotto che ha individuato una possibilità ulteriore per riguadagnare dalla base dell’Arco il sentiero dell’attacco Steger: una bella via che risale uno sperone a pochi metri dal punto di arrivo della calata.
Luigi, con il nipote Raffaele, Ciro Fiore e chi scrive, dopo aver ripetuto questa elegante nuova via, l’hanno battezzata non senza ragione Via della primavera, avendo effettuato la scalata per l’appunto il 21 marzo scorso.
Via della primavera, Arco naturale versante SW.
Luigi Vuotto e Luciano Iaccarino, 20 settembre 2009.
Dal punto di arrivo della calata dall’Arco si percorrono pochi m a sinistra (albero per la sosta) e si attacca l’evidente sperone caratterizzato da un’ampia macchia gialla.
Sviluppo 30 m. Difficoltà IV+, con 2 pass. di V sostenuto, 8 ch. _ Sosta sul pino in prossimità del sentiero.

