Dopo il rito della messa e il saluto del sindaco di Cortina, l’avvocato Giacomo Giacobbi, Ernesto Majoni ha intrattenuto amabilmente il pubblico ricordando alcuni aneddoti legati alla storia del Pomedes. Infine, Ruggero Ghedina ha ringraziato gli intervenuti e, non senza emozione, i suoi genitori, riconoscendo quanto si siano sempre prodigati anche per la serenità e il benessere di tutta la famiglia.
Poi la festa esplode: solo la penna di Rabelais sarebbe adeguata a descrivere la varietà, la bontà e la quantità delle pietanze imbandite, dei fiumi di vino, birra, grappe e liquori scorsi. Ciò, naturalmente, ha contribuito non poco a sciogliere le lingue, anche quelle più riservate, in animatissime conversazioni e tema privilegiato è stato – c’è da dubitarne? – l’alpinismo, con racconti di scalate memorabili, di mirabolanti avventure vissute dai protagonisti, di epici interventi di soccorso,
resoconti di affascinanti, esotiche spedizioni alla conquista di grandi montagne
extraeuropee…
Intanto sulla terrazza si fa musica: un affiatato complesso alterna motivi di classici canti di montagna con moderni brani di jazz e qui Bibi ci sorprende tutti, quando insieme al suo amico Bortolin si impossessa del microfono e intonano La montanara.
In questa piacevole atmosfera, le ore passano veloci e a pomeriggio inoltrato Bibi taglia un’imponente torta adorna di 50 candeline che ha preparato con le sue mani secondo la migliore tradizione della pasticceria ampezzana.
Il sole, che non ci ha mai abbandonato, volge al tramonto e pian piano anche la compagnia si scioglie.
Non pochi di noi, nel prendere la via del ritorno, credo abbiano provato un’intima soddisfazione per aver festeggiato un personaggio che rappresenta un fulgido esempio di come vada vissuto l’alpinismo e la montagna, ma è stata anche la festa di ognuno di noi, nella misura in cui, cogliendo quest’occasione per riflettere su quelle che sono state le nostre scelte di vita, ci siamo riconosciuti uomini della montagna, la cui vita non può ormai prescindere dai valori, dai piaceri e dalle abitudini acquisiti con l’assidua frequentazione di questa.
La consapevolezza che una parte almeno di noi stessi è così determinata, può essere motivo di sicurezza nell’affrontare il prossimo futuro.
Anche per questo: grazie Bibi.

 

   
© Vin Cen