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- Pubblicato: 17 Maggio 2013
Oltre le vette, Bibi si era conquistata una visione dell’alpinismo di ampio respiro: la storia dell’alpinismo, la lettura assidua delle memorie dei grandi protagonisti, la conoscenza dei toponimi delle montagne erano per lui giustamente ritenute componenti indispensabili per la formazione dell’ alpinista. Devo a Bibi questa essenziale impostazione, e grazie al suo ammaestramento e alla sua amicizia mi fu agevole essere accolto in un ambiente “montanaro” di élite, di alpinisti, ma non solo, come quello ampezzano. Sono diventato in particolare amicissimo di Elio Alverà, con il quale ho avuto il piacere di compiere numerose escursioni, tante vie ferrate e qualche scalata, imprese che malgrado l’età di entrambi (complessivamente circa 140 anni ma non ancora compiuti!) ci permettiamo ancora.
Purtroppo con uno dei più stretti amici di Bibi, suo compagno di cordata da sempre, Lino Lacedelli non ebbi la fortuna di stabilire, come avrei desiderato, un rapporto adeguato. Incontrai Lino diverse volte in montagna, ne ricordo una in particolare sulla ferrata Tommaselli, e in occasione di raduni e feste, come quella per i 50 anni del Rifugio Pomedes, ma si è trattato sempre di approcci superficiali. Poi Elio organizzò una colazione al Rifugio Cinque Torri alla quale fummo convocati Bibi, Lino, Carlo Gandini, Pia Hullmann e chi scrive. Questa fu l’unica opportunità di un mio significativo incontro con Lino, e mi fece comprendere quanto il legame tra lui e Bibi, forgiatosi in tanti momenti cruciali, in ognuno dei quali è come se fosse racchiusa una vita intera, fosse eccezionale. Non a caso, quel giorno, simili a due poli di una calamita che attraggono e dispongono lungo le loro linee di forza la limatura di ferro, magnetizzarono l’interesse di tutti i convitati.
Lino ha seguito Bibi tre mesi dopo (21 novembre). Mi piace immaginare che questi due uomini, legati durante tutta una vita, continuino la loro cordata, anche nel nulla.
Nella foto al rifugio Cinque Torri da sin. Bibi, Elio, Francesco, Diana, Carlo, Lino e Pia
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