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- Pubblicato: 09 Maggio 2013
Seguono: il racconto di Francesco Ravelli e compagni della scalata alle Grandes Jorasses per la cresta des Hirondelles, accompagnato da una pagina del diario di Rey, impresa che segna «un passo fondamentale nella storia dell’alpinismo, perché corrisponde all’avvento del sesto grado nelle Alpi Occidentali»; la relazione di Thomas Graham Brown della salita al Bianco lungo la Via Major, per la prima volta tradotta in italiano; la testimonianza di Walter Stösser della prima ripetizione al Pilastro S della Marmolada, con la relazione originale di Micheluzzi: mitica ascesa data la severità dell’ambiente, la mediocre qualità della roccia, i pochi chiodi e la lunghezza dell’itinerario, ma anche perché apriva la seconda via sulla parete S, ben venti anni dopo la classica Bettega-Tomasson.
Ancora altri racconti: quello di Karl Brendel per la cresta S dell’ Aiguille Noire, che «rappresentò l’avvento dell’arrampicata estrema nelle Alpi Occidentali»; quello di Rudolf Peters, per la prima volta tradotto in italiano, della scalata alla parete N delle Grandes Jorasses, seguito dalla relazione di Martin Meier e il giudizio di Renato Chabod, che in cordata con Gervasutti compì la prima ripetizione; quello di Lucine Devies della scalata all’Ailefroid, ben paragonabile per difficoltà alla salita precedente.
Chiude in bellezza il volume un avvincente resoconto di Franco Bertoldi, secondo di cordata di Umberto Conforto, della prima scalata alla Marmolada d’Ombretta. La via si caratterizza per lo stile dell’arrampicata in libera e pertanto «ha acquisito la funzione storica di rappresentare l’autentico sesto grado classico, ossia il limite del possibile per chi si attiene ai principi della purità dello stile e della semplicità dei mezzi». L’estrema difficoltà e pericolosità della via viene testimoniata dai venticinque anni che bisognò attendere per la prima ripetizione.
In conclusione ci appare del tutto appropriato il commento dei curatori: «Questi testi, alcuni dei quali sono anche di notevole pregio letterario, offrono un ampio quadro dell’evoluzione dell’alpinismo nelle sue forme classiche, che sono quelle meno legate alle innovazioni tecnologiche…».
AA.VV., Prime di Prima. Imprese storiche sulle Alpi (1882-1939) nei documenti originali. A cura di Giovanni Rossi e Carlo Ramella.
pp. 160 con molte ill. n.t., CAAI, Torino 2005
Edizione fuori commercio di 1000 copie numerate, br.
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