(App. Me. 2004, p. 94)

Grazie al nostro amico Paolo Riz del soccorso alpino dell’Alta Val di Fassa, è giunta alla redazione una copia del volume pubblicato dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del CAI per festeggiare i primi cinquant’anni di questa importante associazione. È questa una pregevole pubblicazione che per la vastità degli argomenti trattati, per la profondità delle indagini svolte, per l’imponente e significativo apparato iconografico che la correda, e per l’elegante ma sobria veste editoriale, costituisce una degna testimonianza delle gesta compiute dagli uomini del Corpo e dei nobili sentimenti che li hanno ispirati.

Il punto di vista che ha guidato Roberto e Matteo Serafin nel non facile compito di curatori dell’opera (ma si potrebbe a buon diritto chiamarli “autori”), a nostro avviso, è quello proprio dell’alpinismo classico che considera questa disciplina non riducibile a mera competizione sportiva, ma ritiene che vada considerata nell’ambito del patrimonio culturale costruito dall’uomo. La sua storia non è pura cronaca di conquiste di vette e di superamento di primati, ma va considerata all’interno della storia che l’uomo ha costruito con le proprie passioni, ideali, fantasie e ambizioni, con gioia e sofferenza.

Il nucleo centrale dell’opera è suddiviso in cinque sezioni. Si inizia con “Storie e preistorie” ove, dopo aver menzionato alcuni sporadici soccorsi compiuti da montanari locali e monaci in epoche remote, apprendiamo che nel 1627 venne istituito nel Ducato di Savoia il corpo dei “Soldats de la neige” con lo specifico compito di portare soccorso ai viaggiatori che attraversavano le Alpi. Si passa poi brevemente in rassegna quanto fatto per aiutare alpinisti in difficoltà nel periodo del romanticismo, quello caratterizzato dai “senza guida”, e si danno segnalazioni di varie iniziative promosse dalle associazioni alpine.

La successiva sezione “I padri del CNSAS” non solo analizza puntualmente la nascita del “Corpo”, avvenuta nel 1954 per opera soprattutto di Scipio Stenico, ma ricostruisce con dovizia di particolari la lunga storia di soccorsi svolti da alpinisti appartenenti alla SAT sin dal 1912. Vengono poi ricordati interventi di salvataggio compiuti da alcuni grandi personaggi come Stenico, Lacedelli, Ghedina, Piussi e si descrivono dettagliatamente le grandi tragedie della montagna quali il “naufragio” di Henry e Vincedon sul Bianco, quella di Corti e Longhi sull’Eiger e quella della Vallée Blanche (quest’ultima a causa dell’incursione di un jet francese sull’impianto della funivia dei ghiacciai). Un adeguato spazio è dedicato alle imprese di soccorso compiute dagli Scoiattoli di Cortina e dai Catores di Gardena (ma non vengono menzionati, e dispiace doverlo rilevare, i Ciarmoces de Fasha, che pure non pochi meriti nell’ambito del soccorso possono rivendicare) e da protagonisti quali Maestri, Soldà e Bressan.

La sezione centrale di questa parte del libro, la più ampia, “Soccorsi e salvati”, ricostruisce in ogni dettaglio (l’incidente, la chiamata, la ricerca, il recupero), avvalendosi per fare ciò della memoria dei soccorritori e dei salvati, attingendo agli archivi dei giornali e delle stazioni del soccorso, un cospicuo numero di missioni di soccorso particolarmente significative per le difficoltà affrontate e per le tecniche adoperate. Questa sezione e la precedente non solo forniscono una puntuale ricostruzione storica di importanti accadimenti nell’ambito dell’alpinismo, ma sono utilissime per la formazione dei giovani (e anche dei meno giovani…) che da questa lettura possono apprendere esemplari vicende della montagna e degli errori che vi si possono commettere. Infatti nella breve nota dei curatori si legge: «In tutti i casi non si è esitato a cedere la parola a chi c’era, a chi ha sofferto e rischiato. In questo senso il libro si presenta anche come un’antologia di brani significativi: esperienze di cui chi va in montagna dovrebbe utilmente tenere conto. Non a caso l’American Alpine Club pubblica periodicamente, con pragmaticità anglosassone, un inventario dei principali incidenti alpinistici occorsi durante l’anno».

   
© Vin Cen