Il ruolo fondamentale giocato dall’elicottero nell’attuale soccorso è sinteticamente descritto nella sezione “Il volo del calabrone”. Evitando tecnicismi estranei al taglio di questa pubblicazione, viene evidenziato l’enorme vantaggio rappresentato dall’impiego, quando possibile, di questo mezzo, che consente di ridurre drasticamente sia le sofferenze che il numero dei morti, anche se, si sottolinea, questa tecnica non è esente da pericoli fatali per i soccorritori e per l’intero equipaggio dell’elicottero.

L’ultima di queste sezioni è dedicata alla speleologia: davvero “Signori degli avelli” sono i volontari del soccorso speleologico ove le difficoltà sono certo non inferiori a quelle del soccorso in roccia, come ben mostra un avvincente scritto di Piero Gobetti.

Il libro si chiude con alcuni scritti di carattere informativo che fungono d’ appendice. Viene così descritta “La grande macchina del CNSAS”, che consta di 28 delegazioni di soccorso alpino e 15 di soccorso speleologico, 229 stazioni alpine e 32 speleologiche, per un organico complessivo di 7000 volontari di cui ben 300 medici. Viene poi tracciato un profilo delle “delegazioni” regione per regione: è il “Giro d’Italia della solidarietà”, e qui non poco dispiace l’assenza della nostra Campania! Poche, ma gustose pagine, sono dedicate ai “Drammi ed eroi a 35 millimetri” nelle quali si parla di alcuni film (non documentari) dedicati al soccorso alpino (il primo risale al 1940). Ne “La storia in pillole” vengono elencate le date più significative per il soccorso.

Utile è anche “L’impegno del CNSAS in cifre”, che con significativi grafici e tabelle riassume i dati anno per anno dal 1955 al 2002. Apprendiamo così ad esempio che nel 1955 (2002) si sono compiuti 106 (4874) interventi con 153 (5424) persone soccorse, 925 (22862) soccorritori impiegati, i morti sono stati 57 (427), i feriti 47 (3434) e gli illesi 48 (1371), nel 2002 si è fatto uso dell’elicottero in 3180 casi, pari al 65,2% degli interventi complessivi.

Una “Bibliografia” ridotta all’essenziale chiude questo bel libro, al quale la nostra recensione non rende il dovuto merito, avendo fatto ricorso, per necessità di spazio, ad un’esposizione schematica dei fatti nel loro svolgimento storico che così è apparso astratto, laddove gli autori hanno ben mostrato come tutti questi accadimenti sono nel tempo tra loro intrecciati il che è proprio della vera storia così come nella realtà, e non nell’astrazione, noi la facciamo.

 

 

Roberto e Matteo Serafin, Soccorsi in montagna. 1954-2004: 50 anni del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico CAI. Presentazione di Mario Rigoni Stern.

pp. 388 con moltissime ill.n.t. Ferrari editrice, Clusone (BG) 2004.

 

 

   
© Vin Cen