A proposito della contesa per la descrizione delle difficoltà nell’arrampicata

di  Hans Dülfer a Kufstein

(dalla Österreichische Alpenzeitung n.    ,1914)

 

Traduzione (parziale) di Pia Hullmann

 

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     In realtà intendo per difficoltà oggettive il grado di difficoltà che si presenta da un punto di vista tecnico-meccanico nel superamento di un passaggio di arrampicata mentre per difficoltà soggettiva s’intende sia il grado di difficoltà modificato attraverso l’individuale capacità tecnica e anche la difficoltà di vincere determinate resistenze presenti nel singolo scalatore durante il passaggio: le tipiche immaginazioni inibitorie quali la paura davanti a difficoltà ancora da affrontare, stati di ansia nel superare passaggi esposti ecc.. Da questa distinzione tra difficoltà oggettiva e soggettiva si evince che per un giudizio oggettivo delle difficoltà tecniche sono più affidabili gli alpinisti di ampia esperienza. 

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