- Dettagli
- Pubblicato: 07 Maggio 2013
Note
1 Nel 1877 Casaletti alla Torre dei Sabbioni supera il III grado, nel 1887 Winkler, sulla Torre che porta il suo nome, il IV mentre Piaz a Punta Emma vince nel 1900 il V grado.
2 Funzionario statale austriaco, nato a Mipliz nel 1868 e morto a Vienna nel 1949, è autore dello Specialführer auf die Raxalpe, Arteria Verlag, Wien 1894.
3 Nato nel 1867, compie studi scientifici e diviene insegnante di fisica alla City of London School. Muore nel 1899 scalando la Dent Blanche. Pioniere dell’arrampicata su roccia in Inghilterra, frequenta assiduamente il Lake District, realizzando forse la sua maggiore impresa scalando il Pilar. Compilò la guida alpinistica di quella zona: Rock Climbing in the English Lake District, 1897.
4 Valente e ardimentoso alpinista, primogenito del grande scienziato Max, fondatore della teoria dei Quanti e per questo insignito del premio Nobel, nacque a Kiel nel 1888 e cadde nella battaglia di Verdun nel 1916. Studiò geografia a Friburgo. Era solito condurre in montagna il fratello Erwin, che sarà ucciso dai nazisti nel 1945 per aver aderito all’attentato del generale von Stauffenberg contro Hitler. Le vicende storiche di questa straordinaria famiglia tedesca sono state recenemente ricostruite nell’interessante libro: Astrid von Pufendorf, Die Plancks, Propyläen, Berlin 2006.
5 Die Bezeichnung von Kletterschwierigkeiten, in “Österreichische Alpenzeitung”, 1914, p. 81.
6 Planck riconosce ampiamente a Benesch il merito di avere per primo proposto una scala numerica, ma critica il modo innaturale con cui è stata costruita.
7 Vengono classificate di I grado le vie normali al Planspitz e al Piz Boè; di II quelle al Karlspitzen e al Catinaccio d’Antermoia; di III la normale al Toten Kirchl e alla Fermenda; di IV la normale alla Cima Piccola di Lavaredo e il Totenkirchl per il Camino Zott; infine di V grado la Guglia di Brenta e la parete sud del Scharnitzspitze.
8 Una bella biografia di questo alpinista d’eccezione è stata di recente pubblicata da D. Colli, Arrampicare alla Dülfer, Nuovi Sentieri, Belluno 2004.
9 Anche Dülfer riporta esempi di scalate per ogni grado di difficoltà. Facile: le vie normali alla Cima Grande e al Catinaccio d’Antermoia; Mediamente Difficile: le vie normali alla Cima Piccola parete N (via Helversen), Catinaccio Centrale parete E ( via Dimai-Phillimor); Molto Difficile: Cima Piccola (via Fehrmann), Torre Delago parete NW (via Schroffenegger-Wenter); Estremamente Difficile: Cima Grande parete W ( Via Dülfer), Punta Emma (Via Piaz).
10 Begriff und Bezeichnung von Kletterschwierigkeiten, in “Österreichische Alpenzeitung”, 1914, p. 219.
11 Zum Kampf um die Bezeichnung der Kletterschwierigkeiten, “Österreichische Alpenzeitung”, 1914, p. 242.
12 Molti anni dopo, la tematica di Dülfer venne ripresa da un alpinista di talento, purtroppo in modo prolisso e molto discutibile dal punto di vista teorico, cfr.: A. Tanesini, Le difficoltà alpinistiche, L’Eroica, Milano 1946.
13 È stato uno dei maggiori esponenti della “Scuola di Monaco”, alpinista completo ha, tra l’altro, il merito di aver trasferito tecniche e materiali dell’arrampicata su roccia alla scalata su ghiaccio. Nato il 10 novembre 1900 a Monaco muore nel luglio del 1934, a 33 anni, sul Nanga Parbat. Cfr. E. Roberts, Willo Welzenbach. La vita, gli scritti, le imprese, Vivalda, Torino 1992.
14 Ein Vorschlag zur Vereinheitlichung der Schwierigkeitsbegriffe, in “Österreichische Alpenzeitung” 1926, p. 84.
15 Ricordiamo che nel 1925 Emil Solleder e Gustav Lettenbauer aprirono sulla parete NW del Monte Civetta una via che, a giudizio non solo dei primi salitori, ma della grande maggioranza degli alpinisti, presentava difficoltà superiori a quelle di ogni altra precedente scalata.
16 Riportiamo la sola esemplificazione rispettivamente dei limiti inferiori e superiori delle difficoltà per le rocce calcaree nel settore orientale: Facile: Catinaccio D’Antermoia, Tofana di Roces; Mediamente facile: Cima Tosa (normale), Croda da Lago Cresta N (Via Sinigallia); Difficile: Cima Piccola (via normale), Punta Grohmann; Molto difficile: Pala della Madonna Pilastro NE, Crozzon di Brenta spigolo N; Oltremodo difficile: Cima della Madonna Spigolo del Velo, Torre del Diavolo via Dülfer ; Eccezionalmente difficile: Furchetta parete N, Civetta parete NW.
17 Partendo dalla corretta osservazione che le difficoltà in roccia non aumentano linearmente, cioè passare dal II al III grado è più facile che passare dal III al IV e così via, in Francia, Inghilterra e Stati Uniti sono state elaborate delle scale non lineari ma con andamento asintotico tali da tener conto, anche formalmente, della lenta gradualità della progressione. Per un’ esauriente esposizione di questa importante tematica, che comprende la tavola di comparazione tra le varie scale, cfr. E. Cassarà, La morte del chiodo. Montagne da riconquistare, Zanichelli, Bologna 1983, p. 219. Ristampa: NordPress Edizioni, Chiari 2002, p. 205.
18 R. Messner, Gli sviluppi, in AA.VV., Sesto grado, Longanesi, Milano 1971.
19 Ivi, p. 183.
20 Ivi, p. 185.
21 Nato a Venezia nel 1898, muore a NewYork nel 1994. Fu uno dei primi esploratori delle vie difficili del Gruppo del Civetta e studioso di filosofie, con particolare riferimento a quelle orientali. Raccolse le sue esperienze in roccia e le sue riflessioni filosofiche nel volume Liberazione. Avventure e misteri nelle montagne incantate, Nuovi Sentieri, Belluno 1985.
22 D. Rudatis, Lo sport dell’arrampicamento, in “Lo sport fascista” marzo 1930, p. 34.
23 Ibidem.
24 Per qualche notizia su questo singolare personaggio dell’alpinismo degli anni ’30 e sulla sua pregevole produzione letteraria cfr. La montagna tra mito e oggetto, A. Beltrame (a cura di), Edizioni Papergraf, Piazzola sul Brenta 2003 e Aa. Vv., Le vie dell’ideale. Le montagne di Bepi Mazzotti, a cura di B. Pellegrinon, Nuovi Sentieri, Belluno 2001.
25 G. Mazzotti, Alpinismo e non alpinismo, Canova, Treviso 1946, p. 81.
26 R. Messner, op. cit., p. 181.
27 Un esauriente profilo di questo grandissimo alpinista è tracciato in R. Messner, L’arrampicata libera di Paul Preuss, De Agostini, Novara 1987.

