Un gemellaggio e un incontro quattordici anni dopo

(App. Me. 2006, p.199)

I giovani lettori de L’Appennino meridionale hanno più volte letto su questa rivista dei frequenti e intensi rapporti che intercorrono tra i nostri soci e quelli della SAT-Alta Val di Fassa: delle numerose scalate che un nutrito nostro gruppo compie ogni anno nelle loro belle montagne; delle periodiche visite culturali che fassani e fassane vengono a farci sia a Napoli che a Capri, e non da ultimo la proficua collaborazione di alcuni di loro alla nostra rivista.

Ma, e non solo tra i giovani, pochi sanno che questi rapporti e frequentazioni privilegiate risalgono abbastanza indietro nel tempo. Ad esempio, già nel giugno 1948, i nostri forti scalatori Antonio De Crescenzo e Adolfo Ruffini, recatisi al Passo Sella per un corso d’istruttore nazionale di roccia, stabilivano cordiali rapporti con gli alpinisti locali, e io stesso ho iniziato a frequentare la Val di Fassa nell’ormai lontano 1984. Nell’86 finalmente conobbi Renzo Favè, guida alpina, capo del soccorso alpino e presidente della locale sezione del CAI-SAT, con cui strinsi fortissima amicizia, che resta, al di là della sua morte prematura, sempre viva nel ricordo anche per l’importante eredità morale che mi ha lasciato.

Tramite Renzo conobbi molti altri esponenti di punta dell’alpinismo fassano, e anche di questi, nel tempo, ebbi la fortuna di diventare amico.

Quando Renzo venne a farmi la prima visita, nel novembre del ’90, scalammo il Faraglione di Terra e lo Spigolo NW del Molare di Monte S. Angelo (vedi nella sezione immagini In cordata con gli amici fassani) e qui, naturalmente, fu guida Renzo. Visitammo poi il Centro storico di Napoli, il Museo Nazionale e la Certosa di San Martino,  e qui naturalmente fui io a far da guida, mentre per gli Scavi di Pompei ci avvalemmo di una guida d'eccezione (Nella). I luoghi visitati e forse le persone incontrate piacquero tanto a Renzo da indurlo, quale presidente della sezione, a programmare appunto Napoli come meta di una delle sue prossime annuali gite sociali. Così nel maggio 1992 un pullman carico di ben ottanta persone, rudi fassani e vezzose fassane, calò a Napoli. Tutti ripercorremmo l’itinerario che Renzo e io avevamo fatto nella storica Napoli; poi nella nostra prestigiosa sede di Castel dell’Ovo, Renzo Favè e Alfonso Picciocchi, all’epoca presidente della nostra sezione, celebrarono il gemellaggio tra le due sezioni con relativo scambio di doni: una bella pietra di pura dolomia sottratta al Gran Vernel e una pietra lavica della famosa eruzione del 1872 (?!) con relativa piccola targa commemorativa. La piacevole giornata si concluse con un fastoso ricevimento  presso la casa di un nostro socio.

Il giorno dopo, di buon’ora, ci imbarcammo tutti per Capri: traversata tranquilla su mare piatto, splendeva il sole, tutti di ottimo umore. Approdati ci dividiamo in tre gruppi: gli alpinisti Renzo Favè, Sergio e Edith Valentini, Giuliano e Rosmary Mazel e chi scrive scalarono il Faraglione di Terra; la maggior parte dei nostri ospiti compirono una bella escursione salendo il Monte Solaro per il Passetiello; infine, i più pigri, improvvisatisi lupi di mare, noleggiarono una barca per circumnavigare l’isola. Al tramonto ci riunimmo tutti a Marina Grande nell’accogliente bar di Bonocore, il nome è una promessa non disattesa, e qui prosciugammo la scorta di birra di una settimana.

   
© Vin Cen