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- Pubblicato: 09 Maggio 2013
Infatti, giunti in albergo, già alle 19 siamo riuniti al bar per gustare un robusto aperitivo offerto da Vittorio; sulle tavole è imbandita una luculliana cena che viene molto apprezzata e copiosamente innaffiata da vino o birra. Il dopocena ci riserva ancora una gradita sorpresa: musica, purtroppo solo modernissima, e balli, inevitabilmente da discoteca; ciò nonostante anche i meno giovani si arrangiano avvalendosi della lunga esperienza di ballerini classici.
Tra un giro di ballo e l’altro Rosario e io (Lello ha ballato ininterrottamente) ci concediamo la piacevolissima tregua di un’animata e interessante conversazione con la giovane e colta Giulia Di Giovanni, l’avvenente figlia di Vittorio.
Dopo innumerevoli libagioni, in gran parte prodigateci da Vittorio, la serata, ma si dovrebbe dire nottata, si conclude con una fraterna stretta di mano tra la delegazione napoletana e il presidente fassano con scambio dei gagliardetti delle due sezioni e di sicuro una tacita promessa di un arrivederci alla prossima.
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